Kawasaki Robotics e Yuyama: la robotica che cambia la farmaceutica

Tiesse Robot | Kawasaki Robotics e Yuyama: la robotica che cambia la farmaceutica

In questo approfondimento condividiamo un importante sviluppo realizzato da Kawasaki Robotics in collaborazione con Yuyama Manufacturing: una case history che racconta come la robotica possa rivoluzionare il settore farmaceutico, garantendo sicurezza, affidabilità e continuità nella preparazione dei farmaci chemioterapici.
Protagonista del progetto è ChemoRo the Spike, un robot per la miscelazione e la preparazione automatizzata di farmaci antitumorali che integra il robot Kawasaki MC004N, sviluppato ad hoc per questo progetto e progettato per operare in ambienti medicali ad alta criticità.

Chi è Yuyama Manufacturing

Fondata nel 1964, Yuyama Manufacturing è un’azienda giapponese specializzata nello sviluppo di sistemi e apparecchiature per il settore medicale. Dalle macchine dispensatrici di polveri ai sistemi di registrazione elettronica, fino agli sterilizzatori, Yuyama Manufacturing offre soluzioni avanzate per supportare ospedali e farmacie, contribuendo ad affrontare le sfide legate alla carenza di personale e alla sicurezza operativa.

La protezione del personale sanitario

I farmaci antitumorali vengono solitamente preparati manualmente nei centri di preparazione dei farmaci. Si tratta di operazioni delicate e ripetitive, che espongono gli operatori a rischi significativi: contaminazioni accidentali, complicazioni legate ad eventuali gravidanze e alla salute a lungo termine, oltre ai costi crescenti dei sistemi di trasporto chiuso dei farmaci (CSTD).
Da queste criticità è nata l’esigenza di automatizzare la preparazione dei farmaci oncologici: un traguardo ambizioso che ha portato Yuyama Manufacturing a sviluppare ChemoRo the Spike, con il contributo tecnologico di Kawasaki Robotics.

La nascita di una collaborazione

Sebbene Yuyama Manufacturing avesse inizialmente consultato Kawasaki Robotics, all’epoca non era previsto l’impiego di robot Kawasaki in ChemoRo: il colosso giapponese infatti non disponeva ancora di una linea di robot a 6 assi adatta a questo tipo di applicazioni.
Con il progredire dello sviluppo, però, il team tecnico di Yuyama rimase colpito dalla disponibilità e dall’atteggiamento collaborativo di Kawasaki. Da lì maturò l’idea di unire le forze: Kawasaki fu incaricata di sviluppare un nuovo robot - l’MC004N - specificamente adatto per “camere bianche”.
Questa scelta segnò l’inizio di una collaborazione che si rivelò solida e sinergica.

Perché un robot a 6 assi

Automatizzare la preparazione di farmaci chemioterapici significa affrontare tre sfide chiave:

  • Gestione di un’ampia varietà di farmaci
  • Dosaggi variabili a seconda della preparazione
  • Adattamento a protocolli e tecniche diverse tra ospedali e università

Per garantire la flessibilità necessaria, era indispensabile un robot capace di movimenti simili a quelli della mano umana. La scelta è quindi ricaduta sul robot a 6 assi Kawasaki MC004N, progettato appositamente per ambienti a contaminazione controllata. Un elemento decisivo è stato il design a polso cavo (hollow wrist), con cablaggi interni, che riduce il rischio di urti o rovesciamento dei flaconi di farmaco, un aspetto di sicurezza imprescindibile quando si maneggiano sostanze ad alta tossicità.

Le sfide di sviluppo e le soluzioni

Per Yuyama Manufacturing, l’adozione di robot a 6 assi rappresentava una novità assoluta. Un ulteriore obiettivo era mantenere un design simile a quello delle cappe di sicurezza già utilizzate dagli operatori, così da garantire facilità di pulizia e continuità con le pratiche esistenti. Da qui la scelta di un robot sospeso al soffitto, capace di riprodurre in automatico le stesse operazioni compiute dai farmacisti.

Kawasaki Robotics ha fornito supporto tecnico completo, affiancando il team nello sviluppo e nella messa a punto delle soluzioni. Alcuni ostacoli iniziali riguardavano la precisione dei movimenti ripetitivi: anche minimi errori di arresto potevano causare imprecisioni nell’inserimento dell’ago o rotture dei materiali. Il problema non era tanto il robot quanto la variabilità degli strumenti utilizzati a seconda del produttore (siringhe, aghi, sacche). La risposta è arrivata grazie a sistemi di rilevamento e alla correzione collaborativa, che hanno permesso di adattare dinamicamente i movimenti in base alla posizione effettiva dell’ago o del tappo in gomma delle sacche di infusione.

I vantaggi per ospedali e pazienti 

L’automazione introdotta da ChemoRo the Spike offre benefici concreti.
Tutela del personale: gli operatori non sono più esposti ai farmaci antitumorali.
Maggiore sicurezza per i pazienti: le sacche di infusione vengono collocate all’esterno della cappa, evitando rischi di esposizione alle radiazioni.
Ottimizzazione del lavoro: liberando tempo agli operatori per attività a maggiore valore aggiunto, come la relazione diretta con i pazienti.
Nei numerosi ospedali che lo hanno adottato, ChemoRo ha contribuito a rafforzare la fiducia nelle capacità tecniche di Yuyama, portando anche alla scelta di altre apparecchiature prodotte dall’azienda.

Uno sguardo al futuro

Yuyama Manufacturing e Kawasaki Robotics continuano a lavorare insieme per rendere ancor più compatto il robot MC004N, così da semplificarne l’integrazione in spazi ridotti e favorirne l’adozione in un numero crescente di strutture. La diffusione di queste soluzioni sarà accompagnata da attività di sensibilizzazione e divulgazione presso congressi e conferenze, con l’obiettivo di consolidare la sicurezza e la qualità del lavoro in ambito sanitario. Con ChemoRo the Spike, la robotica Kawasaki contribuisce a ridurre i rischi per medici e pazienti, aprendo la strada a una nuova era di automazione farmaceutica: più sicura, affidabile e vicina alle esigenze reali del settore.
 

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